Fortunato Depero e Davide Campari: un sodalizio tra arte e comunicazione.

Fortunato Depero e Davide Campari: un sodalizio tra arte e comunicazione.

Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX nel mondo industriale si diffuse la convinzione che il messaggio visivo potesse condizionare la popolazione, inducendola all’acquisto dei propri prodotti.

I Futuristi sono i primi a stabilire una sintonia con il nuovo mondo industriale, comprendendo la natura innovativa della comunicazione pubblicitaria e le forti connessioni esistenti tra l’industria, la pubblicità e la produzione di forme espressive.
Il movimento futurista fondato da Marinetti ha di certo innovato l’azzardo ribelle dei giovani dei primi del novecento liberi da pregiudizi. Durante i primi anni del regime, l’arte ed il manifesto pubblicitario non furono espressione della politica fascista ma del movimento futurista. Il fascismo consentì una certa pluralità di ricerca nel campo artistico, permettendo la coesistenza di tendenze varie e sperimentazioni.

Di questi Fortunato Depero fu l’artista futurista che maggiormente lasciò il segno nella pubblicità, e per convinzione o per connivenza, abbracciò il regime per “fame”.
Le opere richieste furono propagandistiche e decorative.

Fù il più creativo degli artisti futuristi, firmatario insieme agli altri esponenti del movimento, del manifesto “Ricostruzione futurista dell’universo”, collaborò con Davide Campari negli anni ’20 e ’30 realizzando i famosi bozzetti per le pubblicità dei suoi prodotti.
Collaborazione che convinse i grandi industriali dell’epoca dell’importanza del cartellone pubblicitario e la sua straordinaria capacità di persuasione.
Il grande industriale nel 1932 ritenendo maturi i tempi per presentare al mercato il primo aperitivo monodose pronto da bere, commissiona a Fortunato Depero l’ideazione della bottiglia che avrebbe dovuto contenerlo.
La forma conica è distintiva dell’opera di Depero per Campari già dalla metà degli anni Venti. Dapprima compare in due pupazzi-scultura del 1925/1926, seguiti

nel 1928 dal bozzetto Campari Soda, in cui compare l’immagine della bottiglietta sormontata da un tappo a corona e negli anni successivi da altre chine in cui la forma tronco-conica è protagonista.

Davide Campari successivamente sceglie di togliere completamente l’etichetta dalla bottiglia facendo realizzare un altorilievo del marchio direttamente sul vetro  per far risaltare l’intensa tonalità di rosso della bevanda che ne determinerà un altro tratto distintivo.
La forma della bottiglia, il colore e la texture a buccia d’arancia dell’intera bottiglia diverranno una combo perfetta che e caratteristica anche nel mercato odierno.
Nel 1919 Depero aveva fondato la Casa d’Arte Futurista, con funzioni paragonabili a quelle di un’odierna agenzia di pubblicità, mettendo poi a punto proprio per Campari un’originale strategia di comunicazione.

 

 

 

“l’arte deve marciare di pari passo all’industria, alla scienza, alla politica, alla moda del tempo, glorificandole – tale arte glorificatrice venne iniziata dal futurismo e dall’arte pubblicitaria – l’arte della pubblicità è un’arte decisamente colorata, obbligata alla sintesi… arte gioconda – spavalda – esilarante – ottimista”.

 

Il sodalizio Campari-Depero costituisce un caso nella storia della pubblicità italiana e suggella una collaborazione creativa che per Depero non avrà riscontro in nessun altro dei rapporti di committenza avuti nel campo della pubblicità.

Un momento topico della collaborazione tra Campari e Depero si ebbe con il Numero Unico Futurista Campari del 1931 che aprì le porte a nuove iniziative, mirate alla realizzazione di prodotti d’arte di pari passo alle esigenze pubblicitarie. Allo stesso tempo l’opera segnò la fine del sodalizio tra l’azienda e l’artista, che però prima di concludersi diede vita all’originale bottiglia di un nuovo prodotto che avrebbe segnato la storia della produzione di alcolici: il Camparisoda appunto.

 

 

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